LucaRaffini

Blog su politica e comunicazione, ma anche...
mercoledì, 15 ottobre 2008

Per l'Università: investimenti adeguati e interventi innovativi

L'Università italiana sta da anni procedendo verso il collasso. Il Governo Berlusconi sta dando le ultime picconate, dopo le quali sarà molto difficile ricostruire. Il momento è cruciale, ed è necessaria una mobilitazione forte e convinta.

Vi invito a firmare questo appello, intitolato "Per l'Università: investimenti adeguati e interventi innovativi", scritto dai precari del Polo delle Scienze Sociali dell'Università di Firenze. Firmate e diffondete il più possibile!

http://www.petitiononline.com/dica133/petition.html

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categoria: protesta, appello, online, università, gelmini, precari, mobilitazione, ricarcatori


sabato, 30 agosto 2008

La tragedia Spanair, la vittima italiana e il falso pudore dei media italiani

Può sembrare una notizia di piccola importanza, ma non lo è.
Vi ricorderete che i media italiani, riferendo dell'incidente aereo di Madrid, hanno ampiamente parlato della vittima italiana, lo steward Domenico Riso, siciliano, che viveva a Parigi dal 1997.
Dunque, io mi ricordo che si parlava del bambino di tre anni che era nell'aereo con lui, anche lui purtroppo morto. Ne parlavano in termini oscuri, come del figlio di un amico a cui lui voleva bene come a un figlio suo, o utilizzavano una serie di formule del genere. Ebbene, Domenico era gay, e semplicemente stava andando in vacanza con il compagno e suo figlio. Perchè mi fa impressione che i giornali italiani abbiano celato la cosa rifugiandosi dietro a oscure formulazioni? Qualcuno può pensare che lo abbiano fatto per riservatezza, per rispetto della privacy di un persona morta. Credetemi, non è questa la spiegazione: tra l'altro i parenti di Domenico conoscevano il suo compagno e il bimbo. Ma soprattutto, quale riservatezza, quale rispetto? Conosciamo bene quanto siano bravi i giornali italiani nel fornire tutti i più insignificanti dettagli, andando spesso ben oltre i confini della cronaca e sfociando nel più becero gossip, che non ha rispetto dei parenti delle vittime, delle persone coinvolte in fatti di cronaca, ecc. Se si voleva limitarsi alla notizia scarna si diceva che era un italiano, che lavorava a Parigi come Steward per AirFrance. Invece interviste ai parenti, reportage dall'isola delle femmine, e via così, ma senza dire la cosa più semplice, e cioè che Domenico conviveva con un uomo e che nell'incidente è morta una famiglia intera. Perché? Perchè nella cultura troglodita e conservatrice degli italiani, di cui i media si fanno portatori e riproduttori, è morale fare centinaia di servizi morbosi su Cogne e su tutto ciò che è torbido, ma si ha pudore nel dire che una persona è gay e che è morta in un incidente aereo con le persone che più amava. Perchè evidentemente, fosse anche solo a livello di subconscio, si tratta di un fatto che in Italia è ancora tabù, a fronte di uno sbracamento etico senza paragoni per cui è morale il "giornalismo" di Studio Aperto, fatto di tette e culi, o di Libero, fatto di attacchi personali e di articoli prezzolati dai servizi segreti. Preciso: è tabù parlare di omosessualità se riguarda la normalità della vita, quando parlare di omosessualità: i gay di cui si parla sono Platinette e Solange. Quello significa per l'Italia essere gay.
Allego il comunicato pubblicato da esponenti del movimento gay-lesbo e da parlamentari su questo episodio: si intitola "Restituiamo dignità a Domenico Riso"

“Il dolore per la scomparsa di un giovane uomo in modo così assurdo richiede sempre il massimo rispetto e la capacità di fare un passo mindietro, di coltivare il silenzio come atteggiamento adeguato e rispettoso.
Ci abbiamo provato per due giorni e abbiamo mantenuto, nonostante la drammaticità dell’accaduto, l’adeguata distanza di chi non è in prima persona coinvolto.
Ma i servizi tv e le rassegne stampa ci hanno ancora una volta indignato.
La vita di Domenico Rio è stata avvolta da una cortina fumogena tragicamente ridicola e ci siamo chieste e chiesti: quando in questo paese si avrà il coraggio di chiamare le cose con il proprio nome?
Quando un gay siciliano che è emigrato, si è costruito una vita nuova, una propria famiglia, potrà ottenere il rispetto dovuto almeno dopo morto?
E’ possibile che la sua famiglia completamente distrutta in un tragico incidente non sia uccisa una seconda volta dall’ipocrisia, dall’omissione, dal perbenismo?
E’ dovere per chi dovrebbe informare correttamente dare conto di una storia che purtroppo è stata bruscamente interrotta e che propone una riflessione ampia sulla condizione di milioni di gay e lesbiche in questo paese.
Un tempo, evidentemente non ancora troppo lontano, quando ci si riferiva all’omosessualità, si parlava “dell’amore che non osa dire il suo nome” e oggi? Siamo ancora lì?
Quando la vita delle persone omosessuali non sarà più cancellata o trattata sui mass media solo nei casi di cronaca nera o nei pezzi di colore?
Vogliamo salutare a nostro modo Domenico, cui ci sentiamo legate e legati da un sentimento di fraternità e di sorellanza: la sua pur breve vita è la testimonianza di una ferrea volontà di non rinunciare a se stesso, di combattere la sua personale battaglia per la felicità, che in questo paese ci è ottusamente negata.
Per lui e per tante e tanti figlie e figli, amici e amiche, continueremo a lavorare affinché anche nel vuoto della scomparsa non sia mai più negata la realtà della famiglia omosessuale".











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categoria: gay , , informazione, madrid, riso, giornali, domenico, spanair, tragedia aerea


venerdì, 18 luglio 2008

Berlusconi e il Brunello di Montalcino

Berlusconi, durante un convegno, nella sua usuale vanagloria, si è paragonato a un Brunello di Mointalcino: entrambi, sostiene B, migliorano invecchiando.
Da toscano, da amante del vino, da democratico, non posso non sottolineare alcuni punti fermi.
1-Il Brunello è uno dei prodotti che fanno ammirare l'Italia nel mondo, Berlusconi rappresenta a sintetizza tutte le bassezze che fanno deridere gli italiani nel mondo.
2- Il Brunello è un gran vino, Berlusconi un omuncolo
3- Esponenti di punta del partito di Berlusconi da anni sostengono che dobbiamo detoscanizzare l'Italia, la Toscana continua a essere una regione deberlusconizzata. Quando l'omuncolo, anni fa, voleva comprare una tenuta proprio a Montalcino, è stato accolto da un paese mobilitato nell'esprimere la sua contrarietà a B, esibendo striscioni con scritto "Berlusconi non sei benvenuto a Montalcino". Da lì la frase dei berlusconiani "La Toscana è il buco nero della democrazia". Facile sarebbe dire che l'omuncolo è un buco nero e basta.
4- Il Brunello effettivamente migliora invecchiando in cantina, in un paese civile Berlusconi invecchierebbe in carcere, e non credo migliorerebbe.
Certo di esprimere il pensiero della maggioranza dei toscani, consiglio a Berlusconi, alla prossima occasione, di paragonarsi a un Franciacorta o a un Valcalepio, vini della sua regione, evitando di citare la Toscana quando spara le sue stupidaggini, visto che lui e la Toscana hanno poco a che fare.
Da amante del vino d'altra parte Franciacorta e Valcalepio sono buoni vini, realisticamente Berlusconi assomiglia di più all'aceto, non sull'insalata, che ci sta proprio bene. Mi viene in mente piuttosto l'effetto che può fare trovarsi l'aceto in un calice al posto del vino, per uno scherzo goliardico.
Credo che sia opportuno lanciare una campagna che inviti Berlusconi a non citare in maniera impropria il Brunello, il lardo di Colonnata, la Ribollita, la bistecca. Neanche i brigidini gli concediamo. Neanche i brutti ma boni.
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categoria: politica, firenze, toscana, berlusconi, disobbedienza civile, brunello, montalcino


sabato, 05 luglio 2008

Adesione al manifesto della mancanza di rispetto verso la Chiesa Cattolica

Aderendo con assoluta convinzione al Manifesto (o manifestino) della mancanza di rispetto verso la Chiesa Cattolica, scritto da Federico Maria Sardelli, ne riporto qualche stralcio rimandando al blog di Don Zauker (www.donzauker.it) per la lettura integrale.

.....la Chiesa Cattolica continua le sue incursioni contro la razionalità, l’evoluzionismo, la ricerca scientifica, la medicina curativa e palliativa e molti altri baluardi della nostra debole maturità umana.

A complemento di questa protervia dottrinale vi è una pratica religiosa troglodita e barbara fatta di riti necrofili e pacchiani, come l’ostensione del cadavere di Francesco Forgione, l’agitazione di ampolle contenenti il falso sangue di un morto, il cencio dipinto in epoca medievale con la pessima riproduzione dell’impronta di Gesù, le lacrimazioni di statue di gesso, riti che sarebbero del tutto risibili se non fossero accompagnati dalla frode (la maschera di silicone sul volto del cappuccino, il falso storico-chimico della sindone e del sangue liquefatto, etc) e deliberatamente vòlti al profitto economico, oltreché al plagio ed alla soggezione degli ignoranti.

Gli uomini razionali, eticamente maturi e pacifici hanno dunque tutto il diritto di risentirsi e considerarsi offesi di fronte a queste continue incursioni. È per questo principio che, al puro scopo di autodifesa, sospendiamo ogni forma di rispetto verso la Chiesa Cattolica, avendo come unico limite quello delineato del codice civile e penale. Tutti i riti, le affermazioni e le azioni della Chiesa Cattolica che risulteranno contrarie alla logica, alla ragione, al buon gusto e ad un’etica laica matura ed evoluta, saranno pertanto fatto oggetto di scherno, riso e mancanza di rispetto. Sarà dunque lecito al laico ed all’uomo razionale non solo criticare, ma anche prendere a pernacchie l’apparizione di un santo fra le macchie di una padella o quei miracoli dove si ringrazia perché non sono morti proprio tutti. Ciò che offende la ragione non sarà più rispettato.

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categoria: religione, don zauker, manifesto della mancanza di risp, federico sardelli


sabato, 05 luglio 2008

Il parroco di Vallo della Lucania e la Tatangelo

Studio Aperto mi ha appena informato che il parroco di Vallo della Lucania (Sa) ha invitato i fedeli a boicottare il concerto della Tatangelo. L'invito, pare, non deriverebbe da una valutazione critica-musicale come qualcuno  potrebbe pensare (voci incontrollate attribuivano al santo uomo una passione per il post-rock e una venerazione per i Diaframma), ma da una questione morale. Il problema è che la Tatangelo sta con Gigi D'Alessio. La cosa è in effeti esecrabile, ma non è questo che turba il pio uomo, quanto il fatto che il cantante è divorziato. Ecco il problema: i fedeli non devono andare a sentire il concerto di una ragazza che sta con un divorziato: che messaggio di dà ai giovani?
Il brav'uomo ha aggiunto con malcelata stizza che è una vergogna che una cantante venga pagata quaranta milioni di Euro per un concerto.
Ora mi chiedo, in quale paese un disgraziato che accende la televisione su un canale a caso può imbattersi in una notizia del genere oltre all'Italia?
Ma diciamolo, c'è una nota lieta in tutto ciò: pare che molti fedeli, dopo avere ascoltato il pesante j'accuse del venerabile uomo, abbiano messo in atto un coraggioso quanto rischioso (per le loro anime) gesto di disobbedienza, recandosi al concerto della Tatangelo, dopo essere stati alla processione della Madonna.
Eroi! L'Italia ha bisogno di persone come voi! I punk del ventunesimo secolo.
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categoria: religione, divorzio, disobbedienza civile, gigi dalessio, tatengelo, vallo di lucania


mercoledì, 02 luglio 2008

multisala

Lo so, ho aperto il blog, c'ho scritto per tre settimane e poi l'ho abbandonato per mesi.
Ebbene si, sono discontinuo, tanto lo sapevo che non ero in grado di garantire regolarità. Ma ci si riprova.

A Firenze, come in tutte le città italiane ed europee, i piccoli cinema sono in dificoltà, e anche i cinema storici del centro chiudono uno dopo l'altro.
C'è l'orrido vispathè, multisala con (mi pare) 17 sale, di fronte a un posto altrettanto orribile, il centro commerciale "I gigli". C'è il Warner Village a San Bartolo, appena più piccolo.
Puzzo di Popcorn, megabicchieri di Cocacola. Prima di vedere il film si passa per una hall in cui i monitor avvertono dell'inizio degli spettacoli nelle diverse sale. Sembra la sala d'attesa di un aeroporto.
Spesso, soprattutto quando escono i filmoni da superincasso (la bellezza del film è inversamente proporzionale all'incasso), due, tre, quattro sale proiettano lo stesso film.
I film più interessanti al limite li proiettano nelle salette più piccole: sembra di vedere il film nel mio salotto, ma senza gatte, sigarette e frigorifero a portata di mano, e si deve prima passare per corridoi illuminati come un casinò squallido da traghetto, in ambienti proprio brutti. C'è qualcosa di bello in tutto ciò? A regola si, perché l'amministrazione di Firenze ha pensato che di questi posti ce ne sono troppo pochi!
L'amministrazione di Firenze, "di sinistra", tanto per dare in un colpo solo prova di
1- urbanistica di sinistra
2- cultura di sinistra
ha deciso di fare costruire l'ennesimo multisala vicino al polo universitario di Novoli. Come ha detto l'assessore all'urbanistica, saremo la prima città ad avere il multisala praticamente in centro. Che fortunelli!
Invece di mettersi a fare tristi zone verdi, o centri culturali, o tante altre cose, un bel multisala, della Medusa.
E cosi si da la botta finale ai cinema che possono offrire una programmazione alternativa.
Ma poi, in fondo, perché andare a cinema come il Flora, in Pza Dalmazia, magari dopo avere fatto l'aperitivo al caffè accanto, quando si può andare a multisala che sembrano ipermercati del cinema? Basta con queste parrucconate, questi atteggiamenti snob, questa voglia di distinguersi. Tutti a multisala, a vedere i film americani delle major, a bere cocacola. Facciamo colate di cemento, incentiviamo gli spostamenti in macchina, portiamo tutto fuori dalla città.
Il problema è che si, sono snob, parruccone e con la puzza sotto il naso,  non mi piacciono i film statunitensi che ci propinano  e neanche i filmacci dei Vanzina e di Pieraccioni, mi risultano insopportabili i multisala e preferisco andare nelle poche piccole sale, ancora rimaste che proiettano film scelti secondo un minimo di gusto, e sempre meno sopporto chi governa la mia città.
Riascoltando il brano degli Offlaga in cui parlano di Cavriago, il paese con il busto di Lenin nella piazza principale, ho cercato il sito della Cooperativa Cinema Novecento, un piccolo multisale, moderno, attrazzatissimo, privo di barriere architettoniche, di proprietà del comune e dato in gestione a una cooperativa di volontari, che coniuga la programmazione di massa con una programmazione di qualità.
http://www.multisala900.it/guida.html
é lui, è quello di cui parlano gli Offlaga.
Complimenti al Comune di Cavriago e vergogna al Comune di Firenze. Ma prendere un pò esempio no?
Ma che abbiamo fatto di  male?


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categoria: cinema, reggio emilia, firenze, multisala, novoli, cavriago


lunedì, 03 marzo 2008

Il Tg2 , Padre Pio, la droga e i rifiuti di Napoli

Hanno riesumato il cadavere di Padre Pio, gli ultimi a vederlo erano stati due stagnini, che hanno chiuso la bara. é uno scoop del Tg2 delle 13.00, che, nel primo servizio, ci informa che la decisione di riesumare il cadavere era stata accolta con gioia dai fedeli, anche se qualche ultrà non era daccordo.
Era presente anche Matteo Pio, il ragazzo miracolato qualche anno fa. Ora il cadavere verrà trattato per farlo conservare meglio, ma c'è polemica perchè si teme che venga spostato da un'altra parte.
Il Vescovo, Monsignor D'ambrosio, ha spiegato che "della seconda cassa è stato tagliato lo zinco, con tanta mastria e anche con tanta devozione e delicatezza". Il che mi ha particolarmente intenerito, trattandosi evidentemente di zinco santo.

Il serivizio è finito e parte il secondo sull'emergenza droga tra i giovani italiani.
E io sono felice perchè vivo in un paese di persone allegre e creative, che non si fanno intrappolare dal grigiore e dalla freddezza della modernità.
Poi un bellissimo servizio sui rifiuti di Napoli, sulle accuse reciproche sui sondaggi elettorali taroccati, e via. Che bello.

Italiani, inquilini, coinquilini, affittuari, vota Fatur, vota Fatur, vota Antonio!

Ps O mi ero distratto, o il Il Tg2 ha omesso di riportare questa dichiarazionem fortunatamente disponibile su Repubblica: "Sin dall'inizio - ha riferito - (il vescovo n.d.r) si vedeva chiaramente la barba. La parte superiore del teschio è in parte scheletrita, il mento è perfetto, il resto del corpo è conservato bene. Si vedono benissimo le ginocchia, le mani, i mezzi guanti, le unghie. Se padre Pio mi permette, è come se fosse passato un manicure".
Per quanto mi riguarda candido ufficialmente questa ultima parte della frase per il premio dichiarazione 2008. Per il momento se la gioca con la dichiarazione di Bondi in relazione alla proposta di non candidare condannati: "si, al di fuori dei condannati per motivi politici".

Italiani brava gente, pane amore e fantasia...

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categoria: padre pio, tg2


lunedì, 03 marzo 2008

Veltroni, lo so, ancora lui

So che può sembrare una fissazione, un'altro post su Veltroni. Lo so, lo so.
Ieri ho visto il suo comizio a Prato.
Mezzora di Jovanotti, "mi fido di te", "mi fido di te", l'avranno messa venti volte di seguito. Tremendo!
Poi finalmente ha parlato. Scegliendo in maniera sistematica di non parlare di politica. Possiamo farcela! Possiamo farcela! I punti di riferimento, Brandt, Robert Kennedy (e capirai), Martin Luther King.
Berlinguer nada, ci mancherebbe. Zapatero non pervenuto (per carità).
Siamo coraggiosi, non vogliamo più una politica basata sull'odio, possiamo farcela. Possiamo farcela, la rimonta più grande della storia, cambiare il paese (in effetti pensavo anche io di cambiare paese: destinazione possibile Spagna). Qualche critica a Bossi che spara le solite cose indegne sulla via della lotta per la libertà  se la via democratica non basta. E poi possiamo farcela, la politica del fare, il riformismo è concretezza, ma intanto non dice nulla. La platea applaude e lo incita, e lui continua a non dire nulla.
Io nel frattempo mi distraggo pensando che in una giornata non troppo ventosa se qualcuno si infila in mezzo alla folla con una bandiera di Forza Italia non se ne accorge nessuno, colori e grafica sono assolutamente uguali. Dopo mezzore siamo andati via, basta. Chissà, magari ha iniziato a parlare di politica proprio in quel momento. Chissà.
Le ultime parole che sento mentre scappo: "Sta succedendo qualcosa, qualcosa di grande".
Si, lo so io cosa sta succedendo: che l'ex partito comunista italiano, poi diventato socialista, poi democratico in senso generico si presenta alle elezioni con un programma tale che la destra lo accusa di averlo copiato. Con una campagna elettorale che sembra di stare in Iowa, con gli striscioni e i tutto il pubblico con lo stesso manifestino. Con il leader dell'ex partito comunista, poi socialista, poi democratico, che invita a votare lui o Berlusconi. Con la sinistra da una parte e i socialisti dall'altra che vengono sistematicamente schiacciati dalla strategia mediatica dei due amici Silvio e Walter. Facciamoci caso: i socialisti in particolare sembra che non esistano. Inesistenti in televisione, sui giornali.
E tutti in trance ad ascoltare Veltroni che non dice nulla, ma ci mette tanta passione. Che tristezza, ma dove crediamo di andare di questo passo?
A proposito, novità sul fronte della candidature: la capolista del PD (nel Lazio mi sembra), alla presentazione delle liste dichiarava tutta timida e commossa che lei di politica non ne sa nulla, che ha tanta voglia di imparare e chi si affiderà. Ma che abbiamo fatto per meritarci una cosa del genere?
Ma se vado a un ristorante e mentre mi viene servita la prima portata arriva il cuoco che mi dice "io non so cucinare! Ma ho tanta voglia di imparare!", guardandomi con gli occhi languidi,  che dovrei fare? Ridere? Allora ridiamo.
Intanto una bella notizia, un'ex atleta di colore, inglese di origini giamaicane, cittadina italiana perchè sposata con un italiano, la fiorentina Fiona May, probabilmente si candida alle elezioni. Bene! Un bel segnale di integrazione. Per chi si candida? Per il PDL...
Benissimo si. Si è integrata veramente bene con gli italiani! Pure troppo.
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categoria: politica, sinistra, campagna elettorale, elezioni, voto, veltroni, pd


giovedì, 28 febbraio 2008

Veltroni e la castrazione chimica

Qualche giorno fa Veltroni ha dichiarato che è disposto a discutere l'idea di castrare chimicamente chi è condannato per stupro.
Calderoli lo prendeva giustamente in giro, facendo notare che quando l'aveva proposto cinque anni fa tutto il centro sinistra, ds compresi, aveva espresso contrarietà massima alla proposta. Conclusione di Calderoli, il PD nella sue corsa all'innovazione propone cose che da anni propone la destra, perchè votare PD? Dove sta la novità? Meno male che persone di buon senso come la Bindi (che si conferma una delle personalità politiche migliori del PD) prendono le distanze invitando a riflettere. Ora mi chiedo, come è possibile che Veltroni riesca a farmi trovare daccordo con un ragionamento di Calderoli!? Ne vogliamo riparlare (come direbbe la mitica Paola Cortellesi)? Non è possibile che nella corsa sfrenata a dare un contentino a tutti si accetti di discutere di tutto, discutiamo dell'aborto con Ferrara, discutiamo della castrazione chimica, e poi?
Zapatero in Spagna sta portando avanti una politica economica piuttosto liberista, e viene infatti aspramente criticato da sinistra, ma sui diritti, sulla laicità, non transige. Vogliamo prendere esempio? Altrimenti qui si discute di tutto, perdendo di vista il fatto, banale, che certe cose non si discutono neanche, perchè sono diritti conquistati con dure battaglie una volta per sempre (l'aborto) o perchè ritenute, dopo anni di progresso civile e morale (?) fuori discussione (castrazione chimica, così come la tortura, la pena di morte, ecc).
Insomma, se l'alzata d'ingegno di Veltroni mi da così fastidio non è tanto per la cosa in sè (io sono ovviamente assolutamente contrario), ma perchè da l'idea di una visione della politica che nella rincorsa al voto fluttua come una bandierina, che negozia tutto, rinunciando ad assumere alcuni punti fermi e irrinunciabili. La politica non può limitarsi a conformarsi alle pulsioni irriflesse della società, deve governarle, guidando la società verso il progresso. La politica è trasformazione! é questa debolezza che porta ad accettare anche il solo fatto che si rimetta indiscussione la legge 194. Questa non è politica, è amministrazione subordinata dell'esistente. Allora veramente, se questa è la concezione della politica e della democrazia che abbiamo basta governi, basta strutture pesanti e costose, basta elezioni, si prende e si fa sondaggi su sondaggi, la maggioranza vince. Magari si fa un bel sondaggio dopo un grave fatto di sangue che ha coinvolto dei bambini e si chiede se vogliamo la pena di morte, dopo un pò di fatti di violenza da parte dei romeni si fa il referendum chiedendo "si mandano tutti fuori dalle palle 'sti romeni?", e via cosi.
"Per cortesia basta!"
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categoria: politica, sondaggi, campagna elettorale, elezioni, aborto, informazione, voto, chimica, veltroni, castrazione, pd


martedì, 26 febbraio 2008

"Voi siete qui"

In molti si ricorderanno di “Voisietequi” (www.voisietequi.it), un test online che durante la campagna elettorale del 2006, permetteva di individuare la propria vicinanza/distanza dai vari partiti politici, sulle singole questioni politiche su cui si era invitati ad esprimersi, e in forma sintetica.

Ciò in base al confronto tra le risposte espresse da chi svolgeva il quiz e le posizioni ufficiali dei vari partiti su quelle questioni.

Il test, un modo divertente ma utile per confrontare le proprie posizioni e quelle dei partiti, nonché per chiarire le diverse posizioni in campo sulle questioni cruciali della campagna elettorale, ha avuto un grande successo (al termine della campagna elettorale il test è stato svolto da oltre 730.000 persone), grazie al passaparola e alla risonanza che ha avuto sui media tradizionali.

Si è trattato di una sperimentazione di notevole interesse, che l'associazione depp (democrazia elettronica partecipazione pubblica) ripropone per la nuova (ahimè) campagna elettorale, arricchendola di nuovi, interessanti contenuti, legandola al progetto openpolis.

OpenPolis (www.openpolis.it) costituisce un progetto particolarmente innovativo di informazione, comunicazione e partecipazione, offrendo strumenti per il monitoraggio delle attività parlamentari, di social networking, strumenti per il lobbiyng comunitario e per la l'aministrazione e la moderazione di contenuti e utenti. Si tratta, in definitiva, di uno strumento che permette agli utenti stessi di costruire un archivio, che permetta di conoscere e di monitorare le dichiarazioni e le posizioni di politici e amministratori, a tutti i livelli, su una pluralità di temi: uno strumento che si propone di promuovere la trasparenza e la libera informazione "dal basso" (e ce n'è veramente bisogno).

Il rinnovato progetto “voisietequi”, prevede per questa campagna elettorale quattro fasi. Nella prima (appena avviata, e che si chiuderà il 14 Marzo), gli utenti possono individuare le questioni politiche che ritengono più importanti, e possono segnalare le posizioni espresse dai politici sul tema (segnalando la fonte). La seconda fase (14 Marzo-24 Marzo), sarà dedicata al raccoglimento delle posizioni ufficiali dei partiti, sui quali verrà fatta pressione affinchè rispondano e esprimano in forma chiara la propria proposta. La terza fase, quella immediatamente precedente le elezioni (24 Marzo- 14 Aprile), verrà rispoposto il test (realizzato sulla base del lavoro svolto nelle due fasi precedenti), attraverso il quale sarà possibile individuare la propria collocazione rispetto a quella dei partiti. La quarta fase, a partire dal dopo-elezioni, sarà dedicata a seguire il destino delle questioni politiche affrontate durante il percorso.

Progetti di social-networking come OpenPolis e Voisietequi rappresentano tentativi intelligenti e innovativi di creare nuovi spazi e nuove forme per informarsi (sicuramente più interessanti rispetto ai soliti teatrini vespiani, con scrivanie, cuochi e veline) e partecipare, uno strumento che permette di superare la distinzione tra produttori e consumatori di informazioni.

Per chi non conosce il test del 2006, questo è ancora disponibile online (http://elezioni2006.voisietequi.it/), con l'archivio delle posizioni espresse dai partiti sulle 25 questioni politiche su cui verteva (dai pacs al nucleare, dalla legge 30 alla procrezione assistita).

Un test che si svolge in pochi minuti ma che è molto accurato nella costruzione, e che può essere divertente da fare, ma anche utile: chissà che qualcuno non si accorga che tra le sue posizioni e quelle del partito che crede a lui più vicino ci sia in realtà una distanza superiore a quanto pensava....



Chi sono

Utente: lucaraffini
Nome: Luca Raffini
Sono di Firenze e sono un sociologo. Mi occupo di democrazia deliberativa e di democrazia elettronica, di processi partecipativi, di sociologia della condizione giovanile.


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